Ma il proxy che usi è davvero anonimo?

Un proxy fondamentalmente non è altro che un programma che si interpone tra un client e un server.
Il client A si collega al proxy invece che direttamente al server B, e gli invia le proprie richieste.
Il proxy quindi le inoltra a B, riceve la risposta e la restituisce ad A.
Una specie di intermediario quindi.
Per studiarsi in maniera più approfondita la materia potete guardare qui, non è questa la sede per un corso sulle reti.
I proxy vengono usati per vari scopi, per filtrare il traffico (ad esempio da regimi che limitano la libertà di espressione, come alcuni paesi arabi, la Cina, alcune aziende :) ) per caching dei contenuti (da alcuni providers o da aziende) per scopi di sicurezza (blocco di allegati o siti illlegali o pericolosi).
Possono essere usati anche per anonimizzare il traffico fungendo da paravento dietro cui nascondersi perchè il server di destinazione non scopra il reale indirizzo ip di chi si collega.. ma.. c’è un ma…
Il proxy in realtà puo trasmettere (e di solito lo fa) dati sul client, in particolare
Client-ip, Via, X-Forwarded-For. Se tutti e tre questi headers contengono l’ip del proxy, allora l’anonimato è garantito (perchè il server di destinazione non vedrà l’ip del client) altrimenti si è nascosti dietro un muro di vetro.
Come fare a saperlo?
Ci pensa l’ennesimo tool prezioso di RSnake (leggere i suoi post è sempre illuminante..).
Leggetevi qui come fare.

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